I libri dell’autore

Due ragazzi qualsiasi e la storia di due vite, non un racconto straordinario e fantastico ma la storia di un’amicizia. E forse è proprio per questo che vale la pena raccontarla, perché in fondo è la storia di ognuno di noi: stralci di quotidianità, di legami, soddisfazioni, gioie e sofferenze in cui ogni persona può riconoscersi. La trama che Valerio Mottin ha tessuto, mettendo al centro della narrazione un’amicizia profonda, unisce due esistenze parallele, per certi versi simili ma in fondo molto diverse, che si intrecciano e si mischiano per separarsi, infine, seguendo il flusso degli eventi. Senza assumere un tono didascalico ma con un linguaggio semplice e familiare, “Imperfetto” è l’emblema di un legame fraterno fatto di risate, scherzi, birre e riflessioni sul senso della vita. La vita di due giovani che cercano la propria strada, il proprio posto nel mondo, in modi diversi ma sempre intimamente vicini: uno tondo, l’altro quadrato.

L’ho capito subito. Appena il mio viso si è colorato di giallo ho capito subito che era arrivato il momento. In bagno, davanti allo specchio, mi sono guardato più volte. Da lontano, da vicino, di lato. All’inizio ho pensato che fosse la luce, poi invece ho capito che ero io. Ho pianto, non me ne vergogno. Ho pianto a lungo che non pensavo potessi piangere così tanto. Ho pianto e non riuscivo a smettere. Sembrava che le lacrime non finissero più. Per un attimo ho anche avuto paura che non mi sarei mai calmato. Ho pianto perché ero deluso. Durante questi due anni ho pensato qualche volta di potercela fare. Ho pianto perché avevo paura di soffrire, di stare male. Ma poi ho sorriso subito dopo. Erano due anni che soffrivo in fondo, cosa sarebbe cambiato?