Estratti!


– Tu sei tondo o quadrato?
– Eh?
– Tu sei tondo o quadrato?
– Tu sei scemo o stupido?
– Dai dico sul serio.
– Ma che domanda è?
– Una domanda. Sono arrivato alla convinzione che le persone nascono o tonde o quadrate.
Mi fissa come se fossi impazzito completamente. E forse non ha tutti i torti.
– Te lo ricordi il detto?
– Quello che chi nasce tondo non può morire quadrato?
– Esatto quello.
– Si allora, me lo ricordo.
– Ecco io su quello sono d’accordo. Chi nasce tondo non può morire quadrato.
– Bene, mi pare un ottimo traguardo.
– Ma il contrario è vero?
– Come scusa?
– Dico, chi nasce quadrato, può morire tondo?
– Io dico che tu stai diventando scemo.
– Si forse è vero. Però pensaci. Secondo te è possibile?
– Certo che no, il detto vale per entrambi.
– Io non sono d’accordo.
– Mi sembra assurda questa discussione.
– Pensaci. Chi nasce quadrato, è vero, non potrà mai morire tondo..
– Ma tu hai appena detto..
– Aspetta, lasciami finire. Dicevo è vero, in linea generale. Però un quadrato può smussare gli angoli. Negli anni può ammorbidirli, può togliere via le spigolature, limare un po’ di qui e un po’ di là.
– Fino a diventare tondo?
– No, no, non così tanto. La sua natura è quella di quadrato. Non potrà mai diventare tondo. Però potrà avvicinarsi, potrà cambiare il suo modo di essere, arrotondare i suoi angoli. E allora no, non sarà mai tondo, ma non sarà nemmeno più quadrato.
– Vero, non ci avevo mai pensato.
– Per cui sono arrivato alla conclusione che esistono due categorie di persone: i tondi e i quadrati. Quelli che non cambieranno mai nella loro vita, perché la natura li vuole così, perfettamente tondi. E poi quelli che almeno ci proveranno, che proveranno a cambiare e un po’ almeno ci riusciranno. Ecco quelli sono i quadrati.
– E tu cosa sei?
– Secondo te sono felice?
– Cosa c’entra adesso?
– C’entra. Il tondo, nella sua perfezione, è una persona piena di se. Una persona che non guarda mai indietro, concentrata solo su se stessa. Non potrà mai essere infelice. Se a qualcuno non piace, è solo perché non riesce a cogliere la sua perfezione.
– E il quadrato?
– Il quadrato è una persona destinata ad essere sempre infelice, perché per quanto si sforzi, per quanto ci provi a smussare i propri angoli, non sarà mai un tondo. Ma allo stesso tempo perderà la sua identità di quadrato e sarà un qualcosa che non sarà più lui e che comunque non andrà mai bene, nonostante i suoi sforzi.
– Tu cosa sei?
– Un quadrato ovvio.

Imperfetto – Valerio Mottin

” – A volte mi manca.
– Quando a volte?
– Passami la birra – tiro giù una lungo sorso, assaporando il gusto amarognolo del luppolo – A volte, non so dirti quando.
– Altre volte no?
– Altre volte no.
Rimaniamo in silenzio per qualche istante.
– Perché non le scrivi?
– Ma sei matto?
– A me sembrava una bella idea.
– No è una cazzata.
– Io dico che dovresti farlo.
– Stai diventando vecchio.
– Perchè?
– Perchè non sai più riconoscere una cazzata.
Scuote la testa.
– Non sto diventando vecchio, ma solo stufo.
– Di cosa?
– Dell’orgoglio delle persone.
– Ma io non le scrivo perché tanto non leggerebbe.
– Magari si.
– Magari no.
– Non ne puoi essere certo.
– Vero.
– Quindi?
– Quindi cosa?
– Ho ragione io, dovresti scriverle. Hai ancora birra?
– Si di la, in frigo.
Lui si alza e sparisce dietro la porta della cucina.
– Dove?
– Dietro le uova.
– Non c’è. Ah si eccola.
Aspetto in silenzio, la mente che vaga fra i ricordi di un tempo, scene che si susseguono come in un film. Quanto è passato? Forse un anno, forse due. I miei ricordi sono vaghi. Ero felice? Si lo ero. E adesso?
– Che pensi?
– Forse hai ragione.
– Su cosa?
– Dovrei scriverle.
– Stai diventando vecchio.
– Perché ho detto che dovrei scriverle?
– No perché mi dai ragione. Non lo hai mai fatto.
Sorrido.
– Mail?
– Carta e penna.
– Ma non si usa più.
– Ma c’è più di tuo.
– Ma anche la mail..
– Carta e penna.
– Stai diventando vecchio.
– Perchè?
– Sei rimasto al calamaio.
Sorride.
– Quando le scriverai?
– Forse domani.
– O forse?
– O forse mai. Non ho ancora deciso.
– Dovresti farlo.
– Forse lo farò infatti.
– No dico, dovresti farlo, dovresti deciderti. Se dici così non le scriverai mai.
– Ma io non so ancora cosa voglio.
– Certo che lo sai. Hai solo paura.
Annuisco.
– Forse hai ragione.
– Lo vedi?
– Cosa?
– Stai diventando vecchio, mi hai di nuovo dato ragione.”

Imperfetto – Valerio Mottin