Imperfetto

Imperfetto

Imperfetto - Valerio Mottin

– A volte mi manca.
– Quando a volte?
– Passami la birra – tiro giù una lungo sorso, assaporando il gusto amarognolo del luppolo – A volte, non so dirti quando.
– Altre volte no?
– Altre volte no.
Rimaniamo in silenzio per qualche istante.
– Perché non le scrivi?
– Ma sei matto?
– A me sembrava una bella idea.
– No non lo è.
– Io dico che dovresti farlo.
– Stai diventando vecchio.
– Perchè?
– Perchè non sai più riconoscere una cazzata.
Scuote la testa.
– Non sto diventando vecchio, ma solo stufo.
– Di cosa?
– Dell’orgoglio delle persone.
– Ma io non le scrivo perché tanto non leggerebbe.
– Magari sì.
– Magari no.
– Non ne puoi essere certo.
– Vero.
– Quindi?
– Quindi cosa?
– Ho ragione io, dovresti scriverle. Hai ancora birra?
– Sì di là, in frigo.
Lui si alza e sparisce dietro la porta della cucina.
– Dove?
– Dietro le uova.
– Non c’è. Ah si eccola.
Aspetto in silenzio, la mente che vaga fra i ricordi di un tempo, scene che si susseguono come in un film. Quanto è passato? Forse un anno, forse due. I miei ricordi sono vaghi. Ero felice? Si lo ero. E adesso?
– Che pensi?
– Forse hai ragione.
– Su cosa?
– Dovrei scriverle.
– Stai diventando vecchio.
– Perché ho detto che dovrei scriverle?
– No perché mi dai ragione. Non lo hai mai fatto.